Storia
IL RACCONTO DELLA VITA COMUNITARIA PASTORALE NEL CORSO DEI SECOLI
La basilica di S.Savino originaria doveva essere già sede di comunità religiosa maschile per volere dello stesso Savino che ne ideò la primitiva costruzione con il nome di basilica apostolorum. Le fonti dicono che il vescovo Sigifredo fra la fine del X sec. e l’inizio dell’XI accanto all’opera di ricostruzione architettonica volle stanziarvi una comunità benedettina maschile con annesso monastero. Come in tanti altri casi anche la cura pastorale del quartiere doveva essere affidata agli stessi monaci ed il territorio da loro amministrato doveva essere spostato rispetto all’attuale verso nord-est. La chiesa assunse anche il titolo di abbazia in quanto sede di un abate con il compito di governare i religiosi. Nel corso dei secoli XII-XIII-XIV si evidenzia la particolare fioritura economica del monastero. Fra la fine del XIV sec. e il termine del XV sec. il convento fu assegnato “in commenda” portando ad un declino inarrestabile fino al 1495 quando l’abate commendatario Rufino Landi vendette tutto il complesso e i beni mobili ai monaci Geronimini dell’Osservanza.
La storia della basilica come parrocchia amministrata da un sacerdote secolare comincia quindi molto recentemente: sul territorio parrocchiale di S.Savino, intrecciandosi con la vita religiosa della comunità, sorse alla fine del ‘600 la chiesetta della Beata Vergine delle Grazie detta “i Madoli” dal nome della piccola via. Fu edificata per volontà popolare dedicandola alla Vergine venerata in un dipinto che in questo edificio avrebbe trovato sede atta a diffonderne e curarne il culto. Appartenne per più di un secolo alla Confraternita del SS.Nome di Maria, nel 1816 passò all’opera parrocchiale di S.Savino rimanendo comunque in vita la confraternita fino agli anni ’50 del XX sec. L’edificio infine fu venduto dal parroco di S.Savino nel 1961. Sempre nel territorio oggi della parrocchia di S.Savino è da ricordare l’oratorio di S.Maria in Torricella, sorto agli inizi del ‘500 come cappella. Alle successive fasi di costruzione si lega la vicenda della Confraternita dei Cappucini laici alla fine del ‘500: questa confraternita si sviluppò ed ebbe sino alla fine del ‘900 grande vitalità.