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INTERNET: UN NUOVO FORUM PER PROCLAMARE IL VANGELO  

  PASTORALE E NUOVE TECNOLOGIE

 

Nuovo aeropago o nuova Babele?

 

In questa pagina abbiamo raccolto molto materiale recente sul rapporto fra Chiesa e comunicazione, con un particolare occhio di riguardo allo strumento internet. Per comodità di chi fosse interessato si trovano qui tutti i documenti più importanti in questo ambito fra cui uno degli ultimi interventi del Santo Padre e alcune parti degli atti di alcuni convegni.

Il titolo di questa pagina è tratto dalla  domanda sui nuovi media che la Chiesa si è posta per riflettere su una tematica così importante. Come introduzione abbiamo inserito questi due brani:

 

- La Missione della Chiesa nell'Era di Internet

L’interesse della Chiesa per Internet è un aspetto particolare dell’attenzione che essa riserva da sempre ai mezzi di comunicazione sociale” e il magistero ecclesiale, dal Concilio Vaticano II in poi, si focalizza sempre più in un approccio sostanzialmente positivo, nella ferma convinzione che i moderni mezzi di comunicazione siano “fattori culturali” da cui non si possa prescindere. Essi sono “primo areopago del tempo moderno” e, in ordine alla missione della Chiesa stessa, si precisa che “non basta usarli per diffondere il messaggio cristiano, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa nuova cultura creata dalla comunicazione moderna”. Gli stessi Orientamenti pastorali per il decennio appena iniziato, assumendo la prospettiva del comunicare come elemento di fondo che deve guidare l’azione pastorale della Chiesa, orientano l’attenzione della Chiesa sulla dinamica della comunicazione quale fattore decisivo, e per certi versi “discriminante”.


Si è presa coscienza che non si può evangelizzare senza lasciarsi interpellare dai processi dalla comunicazione, che oggi rappresentano un ambiente vitale più che un apparato strumentale . La comunicazione sociale ha modificato le modalità di gestione della vita, dei ritmi di esistenza, la qualità e la tipologia dei rapporti interpersonali, l’organizzazione del lavoro; gestisce la domanda e l’offerta dei beni materiali come quelli più umani e spirituali. Non c’è ambito della vita che non sia toccato dai processi della comunicazione sociale e dall’innovazione tecnologica, in gran parte connessa con il mondo della comunicazione.


Con riferimento a Internet, giustamente viene osservato che “lo sconvolgimento che si verifica oggi nella comunicazione presuppone, più che una semplice rivoluzione tecnologica, il rimaneggiamento completo di ciò attraverso cui l’umanità apprende il mondo che lo circonda, e ne verifica ed esprime la percezione. La disponibilità costante di immagini e di idee, così come la loro rapida trasmissione, anche da un continente all’altro, hanno delle conseguenze, positive e negative, sullo sviluppo psicologico, morale e sociale delle persone, sulla struttura e sul funzionamento della società, sugli scambi fra una cultura e l’altra, sulla percezione e la trasmissione dei valori, sulle idee del mondo, sulle ideologie e le convinzioni religiose” .

 

- Comunicazione e cultura: nuovi percorsi per l’evangelizzazione nel terzo millennio 

"Innanzitutto occorre dire che i due concetti di comunicazione e di evangelizzazione sono chiaramente collegati: evangelizzazione è comunicazione di una parola, che è qualcosa di più che una parola - è un modo di vivere, anzi la vita stessa. Così l'impostazione del problema è innanzitutto: come il vangelo può superare la soglia fra me e l'altro? Come si può giungere ad una comunione nel vangelo, così che esso non solo mi unisca all'altro, ma unisca entrambi con la parola di Dio e così ne nasca un'unità che vada veramente in profondità?


Fra le due parole comunicazione ed evangelizzazione nel nostro tema si trova la parola cultura. Evidentemente si intende così designare il mezzo di comunicazione, l'ambiente, nel quale si può verificare la comunicazione. Di fatto il vangelo non viene portato ad uomini, il cui spirito sarebbe una "tabula rasa", come secondo Aristotele e Tomaso d'Aquino è lo spirito umano nel primo momento del risvegliarsi alla vita. No, la tavola dello spirito, alla quale giunge la nostra predicazione, è riempita di molteplici scritte e viene continuamente in contatto con innumerevoli comunicazioni, così che sembra quasi impossibile collocarvi ancora qualche altra cosa. Nell'odierna sovrabbondanza di informazioni vi è ancora posto sulla tavola delle nostre anime, ovvero il vangelo, come sembra accadere spesso, può essere scritto ormai solo sul suo margine più esterno? O forse il vangelo non è un'informazione fra le altre, una riga sulla tavola accanto ad altre, ma la chiave, un messaggio di natura totalmente diversa dalle molte informazioni, che ci sommergono giorno dopo giorno? Dalla questione della caratteristica di questo messaggio dipende anzi anche la questione della forma giusta della sua comunicazione. Se il vangelo appare solo come una notizia fra molte, può forse essere scartato in favore di altri messaggi più importanti. Ma come fa la comunicazione, che noi chiamiamo vangelo, a far capire che essa è appunto una forma totalmente altra di informazione - nel nostro uso linguistico, piuttosto una "performazione", un processo vitale, per mezzo del quale soltanto lo strumento dell'esistenza può trovare il suo giusto tono?


Non è facile dare una risposta. Avevo affermato che la tavola dello spirito non è priva di scritte. Dobbiamo aggiungere: la persona umana non è mai sola, essa viene plasmata da una comunità, che le offre le forme del pensare, del sentire, dell'agire. Questo insieme di forme di pensare e di rappresentare, che plasma in antecedenza l'essere umano, la chiamiamo cultura. Della cultura fanno parte innanzitutto la lingua comune, poi la costituzione della comunità, quindi lo stato con le sue articolazioni, il diritto, le consuetudini, le concezioni morali, l'arte, le forme del culto, ecc.. La parola del vangelo si inserisce in questo insieme vitale della "cultura". Si deve rendere comprensibile in essa, e deve divenire efficace in essa, plasmare tutta questa forma di vita, essere in essa per così dire lievito, che penetra tutta la massa. Il vangelo in una certa misura presuppone la cultura, non la sostituisce, ma la plasma. Nel mondo greco al nostro concetto di cultura corrisponde quale termine più adeguato la parola paideia - educazione nel senso più alto, in quanto conduce l'uomo alla vera umanità; i latini hanno espresso la stessa cosa con la parola eruditio: l'uomo viene di-rozzato, viene formato quale vero essere umano. In questo senso il vangelo è per sua natura paideia - cultura, ma in questa educazione dell'uomo si unisce a tutte le forze, che si propongono di configurare l'essere umano come essere comunitario. "

Ecco l'elenco dei documenti direttamente consultabili: 

Card. Ratzinger, intervento dell'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal titolo "Nuovi percorsi per l'evangelizzazione nel terzo millennio"

Censis, rapporto statistico sui giovani, la cultura e la comunicazione  

De Kerchove, un intervento del noto studioso di comunicazione, in merito al rapporto tra comunicazione e rivelazione

Mons.Betori, all'interno del convegno Un nuovo forum per proclamare il vangelo, l'intervento del segretario generale  della C.E.I.

Discorso del Servo di Dio Giovanni Paolo II all'udienza ai partecipanti al convegno per gli operatori della comunicazione e della cultura

Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali, intervento del Reverendo Morrison al convegno "Un  nuovo forum per proclamare il vangelo" intitolato "Internet una fonte di evangelizzazione"