Dal '600 ad oggi
La storia della basilica subisce una svolta alla fine del ‘500 quando un altro vescovo, Claudio Rangoni, promuove una campagna di lavori: tra questi la sistemazione del presbiterio e l’avvio della splendida decorazione pittorica della Cattedrale. Tra i capolavori affrescati ricordiamo la cupola del 1627 dipinta dal Morazzone (due profeti) e soprattutto dal Guercino (sei profeti e le scene della Natività di N.S. Gesù Cristo), riprodotta nell'immagine sottostante
Il particolare di uno degli otto spicchi con il profeta Michea
Nella volta del presbiterio, dove continua la decorazione pittorica che è cronologicamente anteriore agli affreschi della cupola, si alternarono Ludovico Carracci (che dipinse anche il retrostante arcone) e Camillo Procaccini, che nel catino absidale affrescò l’Assunzione della B.V.Maria qui nella fotografia.
Della volta in quattro spicchi retrostante la cupola vediamo in particolare una vela dipinta da C. Procaccini raffigurante "L'incoronazione della B.V.Maria"
Nel periodo barocco furono aperte numerose cappelle devozionali con altari che agli inizi del ‘900 nell’ultima grande campagna di lavori per volontà del vescovo Beato G.B. Scalabrini furono eliminate in una sorta di restauro storicistico che voleva riportare la Cattedrale all’unitarietà stilistica. Lo stesso vescovo Scalabrini riposa ora in un'urna di cristallo nel transetto sinistro ove è stato posto per la venerazione dei fedeli dopo che Giovanni Paolo II nel 1998 lo ha proclamato beato. Altri elementi da richiamare sono l’antico fonte battesimale del IV sec. (dove presumibilmente furono battezzati i primi cristiani) collocato ora nella cappelle delle SS. Caterina e Orsola ove si trovano anche due tesori artistici della basilica: la tela raffigurante S. Girolamo dipinta da Guido Reni e il trittico ligneo dipinto da Serafino de’ Serafini alla fine del ‘200, che raffigura episodi della vita di Cristo.
A sinistra il trittico ligneo e a destra il S.Girolamo di G.Reni
La cripta sottostante alla basilica è il luogo ove sono conservate le reliquie di S.Giustina vergine e martire (compatrona della Cattedrale con la B.V.Maria Assunta e compatrona della diocesi con S.Antonino), qui giunte nell'anno 1001 per volontà di Giovanni Filagato vescovo di Piacenza poi divenuto antipapa.
La Cattedrale, chiesa madre della diocesi, ove è posta la cattedra del Vescovo è soprattutto, con le sue sculture e pitture che la rendono smagliante di bellezza, immagine della città futura, della Gerusalemme celeste, come la vide S. Giovanni nell’Apocalisse: “Vidi la città santa ,la nuova Gerusalemme scendere dal cielo, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.”
S.
Giustina
compatrona della Cattedrale, opera dello scultore Giorgio Groppi (2001)