Arte
UN BREVE ITINERARIO FRA L'ARTE E LA STORIA DEGLI EDIFICI SACRI
La zona presbiterale sopraelevata
La basilica delle origini (inizi del V sec.) fu distrutta agli inizi del 900 durante le invasioni ungariche. L'attuale edificio venne edificato a partire dall'XI sec. e consacrato nell'anno 1107 dal vescovo Aldo. Testimonianza della costruzione originaria sono l'interno e la cripta in particolar modo: la struttura della basilica superiore è a tre navate concluse da tre absidi semicircolari estradosse. I pilastri cruciformi sostengono le volte costolonate: sottolineiamo i 26 capitelli della chiesa con figurazioni zoomorfe, o nastri intrecciati.
All'interno delle vele spiccano elementi vegetali. Sopra l'altare che risale invece al 1764 (opera di Filiberti) si trova il capolavoro dell'arte romanica lignea a Piacenza: il crocifisso del XII sec. Quello rappresentato è il Cristo "triumphans" con gli occhi aperti e il capo con una leggerissima inflessione verso sinistra.
Sempre alla parte romanica si lega la cripta retta da sottili colonne sormontate da ricchi capitelli .
Lo splendido mosaico nella cripta della basilica di S.Savino
Il pavimento è decorato con un mosaico databile alla prima metà del XII sec.: vi si rappresentano i mesi dell'anno attraverso le attività umane ad essi legate. I diversi mesi si trovano entro clipei dalla cornice marcata; il resto del pavimento è decorato ad onde ed è popolato di pesci. Nel vasto panorama italiano di pavimenti musivi a figure di età romanica il pavimento musivo di San Savino occupa una grande importanza per le ricchezze dei temi iconografici: non è escluso che dovette esistere un labirinto oggi perduto nel quale era inserita una iscrizione. Il mosaico della cripta inoltre si presenta come diviso in due registri; uno superiore che contiene l’altare dove a sinistra e a destra trovano posto le figurazioni dei mesi di Gennaio e Febbraio: il mese di Febbraio stesso pota i sarmenti delle viti; vi è poi rappresentato il segno zodiacale dell’acquario: da un’anfora si riversa l’acqua. Il secondo registro è molto più esteso e continua la tematica dei Mesi, vediamo quelli conservati meglio: Marzo ha una tunica corta e saltella al suono dell’olifante, e poi i pesci simbolo zodiacale. Aprile accosta le cime fiorite di due alberelli, simbolo del fiorire della stagione, e poi l’ariete in osservazione. Giugno ara i campi e al suo fianco troviamo due figure di gemelli. Luglio falcia il grano mentre con uno splendido gioco di bicromia il cancro è rappresentato in nero su bianco. Passando alla fascia che conclude tutta la pavimentazione troviamo scene di duelli e lotte, cavalieri e una dama con unicorno, simbologia della verginità molto utilizzata fino al ‘400. Lasciata la parte originaria dobbiamo descrivere le aggiunte e i rifacimenti: la facciata aperta inferiormente in un atrio a tre fornici retti da colonne binate fu edificata nell'anno 1721. Impegnative opere di restauro riportarono alle linee originarie l'interno dopo le numerose aggiunte del periodo barocco. Le integrazioni e i rifacimenti interni della parte plastica vennero affidati alla fine del XIX sec. all'artista locale Fedele Toscani che in particolare decorò tutto il pontile al di sopra della cripta. Sotto l'altare maggiore nella ricca urna si trovano le reliquie di San Savino vescovo di Piacenza ed organizzatore della struttura diocesana primitiva, morto nell'anno 420. Qui fu sepolto Savino in quella che era una delle zone cimiteriali della città.
Accanto alla basilica è stata costruita nel sec.XX la cappella della B.V. di Caravaggio, luogo devozionale (nella foto sottostante ) ove poi intervenne il noto pittore locale Luciano Ricchetti non sempre con risultati felicissimi. Una delle parti meglio riuscite è quella della controfacciata da cui è tratta l'immagine riprodotta delle nozze di Cana.